E’ la tragedia dell’utile
sì insomma la malinconia
dell’uomo che appassisce del fiore che invecchia.
Si attorce su se stesso riarso di fecondità
e trapassa e intende allora più che mai
di aver vissuto solo per dare frutti.
Ma ci sono i fiori recisi
i giovani eroi.
Meglio, c’erano, ora…
Fiori mozzati. Giovani ammazzati. Altro discorso.
Tornando ai primi.
Un senso ce l’hanno? O ce l’avevano…
Al più un senso da mazzo di rose in un’anfora
Sette fiori all’acqua.
Fanno raggiante una donna presa d'amore
si spengono frastornati
troppo bere e niente mangiare.
Ogni petalo che cede una stilla di incanto sterile
fiori che non danno fiori, che non danno frutti.
Fascino. Fascino. Fascino.
E’ una trappola questo richiamo.
Il male nella sua veste più lucente
o il bene nella sua più amara?
Bellezza vacua. Altissima.
Amalgama irreale onirica romantica
un sentimento solo.
Dignità meraviglia sconfitta commozione strazio.
E quel vigore brusco
la potenza incoercibile della freschezza
il gioco del frutto acerbo
ti strazia di profumo fino a farsi cogliere
solo per il gusto di pungere
di ferire al primo morso e
sentirsi scaraventare ripudiato.
lunedì 9 giugno 2008
sabato 7 giugno 2008
Allafacciatua.
Lussuria peccato e purificazione!
E i baci di ruscello?
E i nidi di passione?
La corsa, per gioco
l’odore della pelle
i bagni di fuoco
di vino e di stelle
…lo sguardo tremante…
…lo spasmo rovente…
…e invece tu niente
di niente di niente
Giacinto Disincanto
Giacinto Semprorante
che ti perdi, santo!
fesso di un penitente.
E i baci di ruscello?
E i nidi di passione?
La corsa, per gioco
l’odore della pelle
i bagni di fuoco
di vino e di stelle
…lo sguardo tremante…
…lo spasmo rovente…
…e invece tu niente
di niente di niente
Giacinto Disincanto
Giacinto Semprorante
che ti perdi, santo!
fesso di un penitente.
mercoledì 4 giugno 2008
romanticherie
La porta più ampia l’uscita della grazia
mi addentro nel folto delle selve nere
sui sentieri languidi l’anima spazia
si nutre di ceppi e riposa con le fiere
se il suolo digrada mi rimetto all’inerzia
un passo di danza e rifuggo il riflettore
le mani nel torbido spasimo e scavo
il volto fasciato di mota e terrore
smotto, scandaglio, rovisto e ritrovo
un fermento di vita di rabbia o d’amore
mi addentro nel folto delle selve nere
sui sentieri languidi l’anima spazia
si nutre di ceppi e riposa con le fiere
se il suolo digrada mi rimetto all’inerzia
un passo di danza e rifuggo il riflettore
le mani nel torbido spasimo e scavo
il volto fasciato di mota e terrore
smotto, scandaglio, rovisto e ritrovo
un fermento di vita di rabbia o d’amore
martedì 3 giugno 2008
Scarica!
Ricorderete o forse no,
c’è una grata in fondo a quella via
a chiudere una cella seminterrata.
Guardate dentro quando passerete di lì.
Perché ci passerete, di lì.
Notte.
Pulsazione
insettino ad alta tensione
piccola piccola irrequieta, quasi impercettibile
Pulsazione
perturbatrice di poche parole
si riesuma dal sonno sisma
sbarra gli occhi: buio d’utero
fondo d’abisso…
Pulsazione sbarra gli occhietti
microscopici, lucenti
pesciolino elettrico
pesciolino fulminato
pesciolino sfolgorante
pesciolino incandescente
sbarra gli occhietti
neri, cattivi
e li fa roteare tutto intorno
come lenti
lenti come
elastico che si allunga
molla che si tende
minaccia che si consuma
miccia che brucia
e poi colpo di coda
rincorsa
ingrana e parte
giro di ronda
stomaco bronchi polmoni vene
cervello cuore gola spalle collo
si ferma di schianto dentro la fronte
scivola nei capillari s’infiltra negli occhi
Mattino.
Striatura di sale
sulle guance
striatura di ombra di sbarre
di cella seminterrata
guardate dentro quando passerete di qui.
Perché voi ci passerete, di qui.
c’è una grata in fondo a quella via
a chiudere una cella seminterrata.
Guardate dentro quando passerete di lì.
Perché ci passerete, di lì.
Notte.
Pulsazione
insettino ad alta tensione
piccola piccola irrequieta, quasi impercettibile
Pulsazione
perturbatrice di poche parole
si riesuma dal sonno sisma
sbarra gli occhi: buio d’utero
fondo d’abisso…
Pulsazione sbarra gli occhietti
microscopici, lucenti
pesciolino elettrico
pesciolino fulminato
pesciolino sfolgorante
pesciolino incandescente
sbarra gli occhietti
neri, cattivi
e li fa roteare tutto intorno
come lenti
lenti come
elastico che si allunga
molla che si tende
minaccia che si consuma
miccia che brucia
e poi colpo di coda
rincorsa
ingrana e parte
giro di ronda
stomaco bronchi polmoni vene
cervello cuore gola spalle collo
si ferma di schianto dentro la fronte
scivola nei capillari s’infiltra negli occhi
Mattino.
Striatura di sale
sulle guance
striatura di ombra di sbarre
di cella seminterrata
guardate dentro quando passerete di qui.
Perché voi ci passerete, di qui.
memoria
Alcuni combattono contro l’impeto del fiotto, appesi,
uno stridore di unghie contro le rocce del torrente e la corrente
trascina e strappa, via.
Si impiccherebbero ai rami pur di arrestare la corsa,
alla fine invece cessano di tenere
e si rimettono, docili, ai flutti
lasciano che tutto scorra via,
lontano dal pensiero fino alla foce.
Altri ristagnano, dormono e si trastullano
nel fetore del bitume che risucchia e cancella,
giusto per l’istante di una vita
e cullati dal pantano lasciano
una scia immonda sulle foglie del tempo
bava di lumaca da finire rinsecchita al vento.
Cosa mai fare della memoria?
Mi ricorda…
Giù alla centrale amministrativa
fino a qualche anno fa
c’erano degli archivi enormi
adesso quei palazzoni sono animati
di cervelli elettronici
sinistri e vivi
giganti di cemento che ingurgitano file
in quantità tale che non si capisce più
cosa va conservato e cosa buttato via.
uno stridore di unghie contro le rocce del torrente e la corrente
trascina e strappa, via.
Si impiccherebbero ai rami pur di arrestare la corsa,
alla fine invece cessano di tenere
e si rimettono, docili, ai flutti
lasciano che tutto scorra via,
lontano dal pensiero fino alla foce.
Altri ristagnano, dormono e si trastullano
nel fetore del bitume che risucchia e cancella,
giusto per l’istante di una vita
e cullati dal pantano lasciano
una scia immonda sulle foglie del tempo
bava di lumaca da finire rinsecchita al vento.
Cosa mai fare della memoria?
Mi ricorda…
Giù alla centrale amministrativa
fino a qualche anno fa
c’erano degli archivi enormi
adesso quei palazzoni sono animati
di cervelli elettronici
sinistri e vivi
giganti di cemento che ingurgitano file
in quantità tale che non si capisce più
cosa va conservato e cosa buttato via.
Violenza
Smania
dal fosso scarlatto
vischioso dei visceri
mozzarti zazzera e gozzo
fare futili foglietti pazzi
delle tue pallide fiacchezze
tutta la notte
sottili
sottili
essere repellente
creatura astratta accalappiata nel corpo
che stupri questo territorio tattile
se non fossi nel tuo stesso lazzaretto
ti strangolerei di compassione
sussurro
assassino…
ssssssht!
non posso…
passo basso sotto il sasso
assopito
in un sogno ossessivo di
possesso.
Frattura di ossa craniche
croccante sbriciolarsi
frana pietrosa
caterva di macerie
bruscoli di terra che si frantuma
frammenti di barriera che si disintegra
non avere paura Betty
non avere paura B- E- T- T-YYY…
è tutto finito
a che serve piagnucolare
esci betty
a guardare come è tutto finito
a guardare come sta tramontando
joker betty
jolly betty
join me … betty!
Hai visto piccola piccola
non ti farai mai vizza e cadente
è una danza convulsa il tuo terrore
inebriante tumulto e nelle mie mani
ipnotico e pulsante il potere.
dal fosso scarlatto
vischioso dei visceri
mozzarti zazzera e gozzo
fare futili foglietti pazzi
delle tue pallide fiacchezze
tutta la notte
sottili
sottili
essere repellente
creatura astratta accalappiata nel corpo
che stupri questo territorio tattile
se non fossi nel tuo stesso lazzaretto
ti strangolerei di compassione
sussurro
assassino…
ssssssht!
non posso…
passo basso sotto il sasso
assopito
in un sogno ossessivo di
possesso.
Frattura di ossa craniche
croccante sbriciolarsi
frana pietrosa
caterva di macerie
bruscoli di terra che si frantuma
frammenti di barriera che si disintegra
non avere paura Betty
non avere paura B- E- T- T-YYY…
è tutto finito
a che serve piagnucolare
esci betty
a guardare come è tutto finito
a guardare come sta tramontando
joker betty
jolly betty
join me … betty!
Hai visto piccola piccola
non ti farai mai vizza e cadente
è una danza convulsa il tuo terrore
inebriante tumulto e nelle mie mani
ipnotico e pulsante il potere.
venerdì 30 maggio 2008
Un genio...
Stances à un cambrioleur
Georges Brassens 1972
Prince des monte-en-l'air et de la cambriole
Toi qui eus le bon goût de choisir ma maison
Cependant que je colportais mes gaudrioles
En ton honneur j'ai composé cette chanson
Sache que j'apprécie à sa valeur le geste
Qui te fit bien fermer la porte en repartant
De peur que des rôdeurs n'emportassent le reste
Des voleurs comme il faut c'est rare de ce temps
Tu ne m'as dérobé que le stricte nécessaire
Délaissant dédaigneux l'exécrable portrait
Que l'on m'avait offert à mon anniversaire
Quel bon critique d'art mon salaud tu ferais
Autre signe indiquant toute absence de tare
Respectueux du brave travailleur tu n'as
Pas cru décent de me priver de ma guitare
Solidarité sainte de l'artisanat
Pour toutes ces raisons vois-tu, je te pardonne
Sans arrière-pensée après mûr examen
Ce que tu m'as volé, mon vieux, je te le donne
Ça pouvait pas tomber en de meilleures mains
D'ailleurs moi qui te parle, avec mes chansonnettes
Si je n'avais pas dû rencontrer le succès
J'aurais tout comme toi, pu virer malhonnête
Je serais devenu ton complice, qui sait
En vendant ton butin, prends garde au marchandage
Ne vas pas tout lâcher en solde au receleurs
Tiens leur la dragée haute en évoquant l'adage
Qui dit que ces gens-là sont pis que les voleurs
Fort de ce que je n'ai pas sonné les gendarmes
Ne te crois pas du tout tenu de revenir
Ta moindre récidive abolirait le charme
Laisse-moi je t'en prie, sur un bon souvenir
Monte-en-l'air, mon ami, que mon bien te profit
Que Mercure te préserve de la prison
Et pas trop de remords, d'ailleurs nous sommes quittes
Apres tout ne te dois-je pas une chanson
Post-Scriptum, si le vol est l'art que tu préfères
Ta seule vocation, ton unique talent
Prends donc pignon sur rue, mets-toi dans les affaires
Et tu auras les flics même comme chalands
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